martedì 21 maggio 2013

BONET, il tradizionale budino piemontese

Ripubblico il post con la ricetta del Bonet piemontese per partecipare al contest della Cucina di Barbara

Ho voluto mettere una foto vecchia trattandosi di un dolce antico, non è sicuramente perfetta, ma ho sempre amato le foto seppiate...

La ricetta è tratta dalla rivista Sale&pepe di novembre. Doveroso metterlo in testa, visti i tempi...

I piemontesi lo pronunciano "bunet" che in dialetto indica un tipo di copricapo dalla forma simile a questo budino, che veniva cotto in uno stampo di rame chiamato appunto "bonet ed cuisin" cioè berretto da cuoco. Questo è quanto viene riportato nel vocabolario di piemontese-italiano, c'è invece chi sostiene una seconda ipotesi, anche questa molto curiosa che viene dalle Langhe. Il dolce sarebbe stato chiamato così perché servito a fine pasto, come il cappello si indossa per ultimo prima di uscire. Comunque il bonet, è una delle specialità piemontesi molto antiche come rivelano documenti del XIII secolo. Ci sono due versioni, una del Monferrato senza cacao e una delle Langhe con l'aggiunta di cacao, viene poi aromatizzato con piccole aggiunte personali, chi mette il liquore amaretto, chi stecca di vaniglia e chi, come me, il rhum, altri sciolgono dentro al composto un gianduiotto.
Insomma un po' di fantasia va bene, basta che non si muti troppo la vera ricetta. Una volta cotto fatelo freddare nella sua acqua di cottura e poi in frigorifero per alcune ore, sì il bonet va mangiato freddo, e adesso la ricetta.

Ingredienti per uno stampo da 18 cm:

io ho aggiustato le dosi per il mio stampo da 22 cm
500 ml di latte - io 750 ml di latte
4 uova - io 5 uova
120 grammi di zucchero - io 160 grammi di zucchero
40 grammi di cacao - io 55 grammi di cacao amaro in polvere
1 bicchierino di rhum
1 bicchierino di caffè ristretto
50 grammi di amaretti - io 70 grammi di amaretti

per il caramello:
200 grammi di zucchero
qualche amaretto per decorare

Mettete in una casseruolina i 200 grammi di zucchero con qualche cucchiaio di acqua, 4/5 e lasciatelo sul fuoco senza girarlo, fino a che non assume una colorazione bruna, toglietelo subito e versatelo nello stampo,  
In una pirofila mettete le uova, lo zucchero e sbattete con una frusta a mano, non usate frullatori perché pare che non vada bene inglobare troppa aria.
Mettete gli amaretti nel cutter e frullateli, aggiungete il cacao, mescolate con un cucchiaio e aggiunte il mix di uova e zucchero, poco alla volta, mescolando sempre bene da sciogliere eventuali grumi.
Scaldate il latte, appena tiepido, e aggiungetelo a filo all'impasto, dopodiché versate nello stampo preparato precedentemente con il caramello.
Portate il forno a 180°C. Scaldate dell'acqua, mettete lo stampo con il bonet dentro ad una teglia più grande, versateci l'acqua calda, non andate oltre la metà, in cottura l'acqua potrebbe schizzare e andare dentro al dolce. Tempo di cottura 50 minuti, io l'ho tenuto di più, altri 20 minuti, perché era più grande. E' venuto perfetto, un sapore unico.

Con questa ricetta dolce partecipo a Get an Aid in the Kitchen del blog Cucina di Barbara 







lunedì 20 maggio 2013

MUFFIN AI MIRTILLI DISIDRATATI



Questi muffin li ho presi da buonissimo, quelli sono alla nutella, i miei no, ma in linea di massima sono simili. Non è una grande ricetta, ma una cosetta da colazione poco impegnativa, e siccome sto preparando un dolce più complicato volevo pubblicare una cosa veloce senza troppo impegno, ma buona, l'avevo già postata sul blog del pane, quando questo era out, e ve la ripropongo

Ingredienti:

370 grammi di farina 0
100 grammi di burro liquido e freddo
100 grammi di zucchero è un po' pochino, non sono affatto dolci
2 uova
250 ml di latte
1 bustina di lievito 
1 pizzico di sale 
1 busta di mirtilli disidratati o quello che volete, la ricetta originale prevede nutella, ma io ho preferito evitare, però se volete mettere la nutella, tenetela in frigo alcune ore, mettetene un cucchiaino dentro ogni muffin e così fredda rimarrà in superficie

Come per quasi tutti i muffin, la regola è mescolare gli ingredienti secchi e liquidi separatamente per poi unirli in un secondo momento.

Quindi:
1) fate sciogliere il burro e quando è freddo mescolatelo alle uova e al latte;
2) mescolate la farina, il lievito, lo zucchero e il sale;  
3) unire i due composti senza insistere troppo, l'impasto dei muffin deve essere granuloso;
4) metteteci sopra un abbondante cucchiaio di mirtilli disidratati o freschi o quello che preferite
5) mettete l'impasto a cucchiaiate nei pirottini, io uso gli ultimi nati di Guardini, belli, resistenti e  
    coloratissimi, li metto nella teglia da muffin sempre di Guardini e infornate a 180°C per 20 minuti.
I muffin sono molto buoni appena fatti,ma è una pasta che si secca facilmente, o li mangiate subito o vi
conviene congelarli.



giovedì 16 maggio 2013

CUCINA SARDA: MACARRONES DE BUSA CON LE NOCI


La  pasta tipica del nuorese, una specie di grosso bucatino che prende il nome dal ferretto con il quale lo si prepara, la busa, o ferrittu. Il macarrones, o maccarrones è una delle tre paste famose della Sardegna, ci sono ancora altri tipi di gnocchi e gli altrettanto famosi culurgionis di patate e formaggio che faremo in seguito, per adesso ci fermiamo qui e magari andiamo, con il vostro aiuto a visitare qualche altra regione. Adoro fare la pasta in casa e mi piace mangiarla.

Andiamo agli ingredienti per fare i macarrones de busa:

1 ferretto, o ferro da calza del numero 3 op 1 spiedino di legno 
500 grammi di semola rimacinata
200 grammi di acqua tiepida con il sale

per il condimento:

300 grammi di gherigli di noce sminuzzati
un cartone di panna da cucina
100 grammi di latte
aglio
abbondante pecorino romano-sardo


Impasta farina, acqua e sale come sempre, come hai fatto per i malloreddus, qui come devi fare l'impasto, fai una bella palla e mettila a riposare, è importante, poi la riprendi e, sempre tenendola dentro ad un sacchettino  di quelli da congelatore staccane un pezzo per volta, fai dei cilindretti, appoggia sopra il ferretto o lo spiedino e comincia ad arrotolare avanti e indietro, come da foto, fino ad una lunghezza di 10/12 cm, sfila il ferretto/spiedino e metti sulla spianatoia con semola sopra e sotto, vai avanti fino ad esaurimento pasta o esaurimento tuo...


Per il condimento metti le noci sminuzzate in una padella con alcuni cucchiai di buon olio evo, uno spicchio di aglio tritato finissimo, fai scaldare e mettici le noci, passati un paio di minuti aggiungi la panna e il latte e spegni. Nel frattempo porta sul fuoco una pentola bella grande piena d'acqua e appena quest'ultima bolle aggiungi il sale e metti dentro i macarrones, 5 minuti e sono  pronti, prendeteli con una schiumarola e metteteli nella dove avete lasciato il condimento, girate bene e spolverate con abbondante pecorino


mercoledì 15 maggio 2013

CUCINA SARDA: MALLOREDDUS CARCIOFI E BOTTARGA


Un'altra pasta della tradizione sarda: Is malloreddus. I malloreddus, nome con cui si chiamano nella zona del Campidano, sono dei piccoli gnocchi di semola di grano duro e acqua, si trovano a comprare, ormai, in ogni negozio, ma fatti in casa hanno un sapore completamente diverso, è una pasta che si abbina bene ad ogni condimento, verdure, pesce, salsiccia, alla barbaricina, oppure con bottarga e carciofi, come li ho conditi io
I malloreddus nel Sassarese sono chiamati cigiones o ciciones, nel Logudoro macarones caidos o macarones de punzu, nel Nuorese cravaosQui trovate la tavoletta di legno con cui rigare gli gnocchetti, e qui la ricetta per l'impasto. Comunque, una buona semola rimacinata, questa è la cosa principale, tanta voglia di fare e si impara subito.

Ingredienti:

semola rimacinata
acqua, sale


 Ecco l'impasto pronto, fatelo riposare, alcune ore


Ecco gli gnocchetti, basta staccare un pezzetto di pasta, farlo rotolare per affinarlo e allungarlo, tagliare dei tocchetti di 2 cm e passarli sopra alla tavoletta schiacciando, si righeranno e assumeranno la forma classica incavata



per il condimento ho preso 6 carciofi, io ho usato i romaneschi, le mammole, puliteli, 
tagliateli a fettine sottili e metteteli a cuocere e rosolare in un tegame con olio e aglio
mettete sul fuoco una pentola piena d'acqua e quando bolle calateci i malloreddus, fate cuocere alcuni minuti, 5 sicuramente, prendeteli poi con una schiumarola e portateli nel tegame dei carciofi, fate insaporire bene e portate subito in tavola, spolverateli generosamente di bottarga macinata o intera e se rviteli, sono ottimi-